28 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Punto di non ritorno

Milan, adesso il vero problema si chiama Montella

Dopo l’ennesima batosta contro la Roma si infittiscono i dubbi sull’allenatore rossonero, in evidente difficoltà dopo il passaggio societario. Urge una riflessione immediata sull’opportunità di puntare ancora su Montella oppure cambiare rapidamente strada.

Tutto lo scoramento di Montella dopo la sconfitta contro la Roma (© Ansa)

MILANO - «Siamo ancora lì per i nostri obiettivi, ci giocheremo tutto con l'Atalanta che sta facendo una stagione straordinaria ma ha giocatori inferiori alla Roma. E la prossima formazione la faranno i giocatori». Le parole pronunciate da Vincenzo Montella alla fine del match contro la Roma hanno la pesantezza insostenibile delle dichiarazioni di resa incondizionata. Magari è solo un’impressione, ma dopo aver ascoltato il tecnico rossonero prima dichiararsi soddisfatto per l’ingloriosa prestazione dei suoi ragazzi a Crotone e poi pronunciare questa discutibile affermazione post-scoppola contro i giallorossi, porsi qualche domanda è più che legittimo.

Punto di non ritorno
E pensare che il tecnico di Pomigliano D’Arco ha rappresentato per tutta la stagione una delle pochissime note liete in un Milan tormentato dalle vicende societarie e turbato dalla questione closing. Il paradosso è che fin quando la squadra ha dovuto vivere sul filo del rasoio, in bilico tra la vecchia guardia berlusconiana e la nuova proprietà cinese, Montella è riuscito a compattare la squadra in un blocco granitico di passione, anima, sudore e sangue. Tanto da condurre questo manipolo di giocatori messi insieme senza arte nè parte da Galliani fino al secondo posto della classifica. Appena le nebbie societarie si sono diradate e il Milan è passato nelle mani di Li Yonghong, la squadra si è sfaldata, infilando una brutta figura dietro l’altra senza una possibile via d’uscita all’orizzonte.

Quante domande
Da qui tutta una serie di legittime domande sulla guida tecnica. Cos’è scattato all’interno di Milanello dopo il colpo di stato cinese? Perchè i giocatori rossoneri hanno smesso non solo di giocare a pallone, ma anche semplicemente di lottare? Perchè Vincenzo Montella ha perso completamente il bandolo della matassa dando la sensazione di aver totalmente smarrito il controllo sui suoi calciatori? E di conseguenza la madre di tutte le domande: l’ex allenatore di Fiorentina e Sampdoria può essere davvero l’uomo della rinascita rossonera?

Briglie sciolte
I dubbi si affastellano minacciosi e preoccupanti come una nube tossica sopra Milanello, ma una cosa è certa: il Milan sembra aver perso l’orientamento, smarrito la retta via, dimenticato la bussola. E ogni tipo di colpa di questo genere non può non essere imputata a mister Montella. Perchè qui non si tratta più di singoli errori, di scelte sbagliate di formazione o di gestione dei cambi. La preoccupazione vera è che l’allenatore rossonero possa aver lasciato le briglie sciolte alla squadra perchè resosi conto di non essere più in grado di gestirla.

L’enigma da risolvere
Che poi l’enigma del tecnico sia legato all’avvenuta presa di coscienza dell’incapacità di risollevare il Milan o semplicemente dalla voglia di cambiare aria perchè quella sopra Milanello è irrespirabile conta poco. La certezza è che la squadra che Fassone e Mirabelli stanno cercando faticosamente di mettere in piedi ha bisogno di certezze, polso di ferro e programmi solidi e ben definiti. Forse è davvero il caso di prendere in considerazione l’idea di fare a meno di mister Montella per il futuro rossonero.