28 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Calciomercato Milan

Lo spettro di Galliani sul mercato del Milan

Il primo colpo rossonero è Mateo Musacchio, inseguito a lungo dal vecchio ad rossonero. E ora nella lista della spesa di Fassone e Mirabelli ci sono anche Fabregas e Kovacic, anche loro obiettivi del Milan che fu. Un segnale di continuità con il passato che potrebbe non piacere ai tifosi.

Fassone e Galliani, nuovo e vecchio ad del Milan (© Ansa)

MILANO - Ricomincio da tre. O magari anche ricomincio da Galliani. Non ce ne voglia Massimo Troisi, ma è innegabile che le prime mosse di mercato del nuovo Milan cinese riportino a galla in maniera inquietante lo spettro minaccioso del vecchio amministratore delegato. Abbiamo raccontato nelle ultime ore la chiusura del primo affare messo a segno da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli: l’acquisto dal Villarreal per 18 milioni di euro di Mateo Musacchio, roccioso difensore argentino classe 1990, inseguito caparbiamente - e senza successo - per tutta l’estate scorsa dal vecchio dirigente del Milan.

Cesc e Mateo

E non finisce lì, perchè gli altri due principali obiettivi rossoneri per il mercato estivo del club di via Aldo Rossi sono il centrocampista spagnolo Cesc Fabregas e la mezzala del Real Madrid Mateo Kovacic. Entrambi, come ricorderete, in cima alla lista dei desideri del Milan berlusconiano. 

Casualità o identità di vedute, poco cambia. L’unica certezza è che la nuova dirigenza sembra voler ripercorrere le strade impervie battute in passato da Galliani. Non proprio una garanzia di solidità, affidabilità e lungimiranza. 

Basterebbe Morata

Ora però attendiamo gli eventi senza fasciarci la testa prima di essercela rotta. Magari da qui alla fine del mercato Fassone e Mirabelli ci sorprenderanno con effetti speciali e riusciranno a mettere a frutto i circa 150 milioni stanziati per il mercato da Li Yonghong con colpi prestigiosi all’altezza delle ambizioni rossonere. Chissà, basterebbe magari riuscire a convincere Alvaro Morata a sposare il nuovo progetto del Milan per dare il via ad un effetto domino che potrebbe portare a Milanello grandi campioni e convincere quelli che già ci sono a restare. È quello che si augura di cuore il sofferente e sempre più disincantato popolo milanista.