28 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Le pagelle di Milan-Empoli 1-2

Suicidio Milan: perde in casa con l’Empoli e ora l’Europa è a rischio

Partita oscena giocata dai rossoneri al cospetto di un Empoli appena appena decente. Inguardabile in difesa, praticamente inconsistente a centrocampo, nullo in attacco per colpa della giornata negativa di Suso e Deu. La conferma che senza gli spagnoli, il Milan in avanti non ha alternative all’altezza.

Il rigore sbagliato da Suso (© Ansa)

DONNARUMMA - Meno male che c’è Gigio. Salva i compagni dalla capitolazione almeno tre volte, dimostrando al mondo che è sprecato in una club del genere. L’amara verità che ci lascia Milan-Empoli è che la squadra rossonera non è all’altezza di Donnarumma. 7,5.

CALABRIA - Non ancora pronto per questi palcoscenici. Poco incisivo in avanti, impalpabile in difesa. Al giovane terzino cresciuto al Vismara servirebbero almeno un paio d’anni a combattere sui campi della serie B e poi ripassare a San Siro. 5

ZAPATA - L’ovazione tributata al colombiano all’inizio del match è figlia del gol nel recupero segnato contro l’Inter. La partita con l’Empoli però ci ha subito restituito il vero Zapata: prima tenta un frittatone con uno sconsiderato passaggio indietro a Donnarumma che sventa miracolosamente, poi si fa uccellare come un principiante da Michelidze in occasione del gol del vantaggio e per finire confezione in coppia con Paletta l’oscena chiusura che regala il raddoppio ai toscani. Imbarazzante. 3

PALETTA - Nessuna assoluzione per il centrale argentino. Un voto in più rispetto al compagno di reparto per quel terzo tempo con inzuccata alla fine della partita che avrebbe potuto regalare il pareggio ai rossoneri. Ma non basta assolutamente per meritare un posto in squadra l’anno prossimo. 4,5

DE SCIGLIO - Ammonizione, diffida, squalifica, sostituzione, bordata di fischi. Potrebbe essere riassunta in questo modo la prestazione del capitano di giornata del Milan. Quella contro l’Empoli potrebbe essere una delle sule ultime partite con la maglia rossonera. 4

MATI FERNANDEZ - Chi l’ha visto? 4

SOSA - A differenza del compagno di reparto cileno, il Principito si fa vedere, ma solo per un’infinita serie di scempiaggini, sanguinose palle perse a centrocampo e nel complesso una prestazione senza uno straccio di guizzo. Sarà il caso di pensare da subito a dare una risistemata generale al centrocampo per la prossima stagione. 4.

PASALIC - Come al solito il croato ci prova. Arrufone, sconclusionato, confusionario, ma almeno si dà da fare. Naturalmente, come per tutti i suoi compagni di squadra, non basta. 5

SUSO - Che non fosse in forma si era capito dalla sua prestazione nel derby. Stavolta però non solo non è riuscito ad accendere la luce a San Siro, ma l’ha addirittura spenta definitivamente con quel calcio di rigore tirato in maniera addirittura blasfema. Quando si tratta di penalty, al Milan vige l’autogestione, ognuno fa come gli pare e i risultati si vedono: già il quarto tiro dal dischetto sprecato dai rossoneri. Il giorno che Montella imporrà la propria volontà non sarà mai troppo tardi. 4

LAPADULA - Sufficienza risicata per l’impegno e quel quel gollonzo che solo paperon Skorupski poteva lasciar sfilare in rete. Tanto sbattimento, corsa, sportellate con gli avversari e sudore. Per la qualità però andare a cercare altrove. 6

DEULOFEU - Come il collega di reparto spagnolo, stavolta Deu sbaglia qualsiasi cosa. Non ne azzecca una nemmeno per combinazione, dimostrando di essere anche a corto di fiato. 4

BACCA - Entra in campo ma non se ne accorge nessuno. Se questo deve essere il bomber implacabile del nuovo Milan stiamo freschi. 5

OCAMPOS - Colpisce una clamorosa traversa che avrebbe potuto regalare il pareggio ai rossoneri. Per il resto sbaglia qualsiasi cosa, passaggi, tiri, dribbling, dando nel complesso la sensazione di non essere un calciatore da Milan. Come molti dei suoi compagni di squadra, peraltro. 5,5.

HONDA - s.v.

MONTELLA - La misura della disperazione del tecnico rossonero è la scelta di puntare perfino sul desaparecido giapponese Honda, buttato nella mischia nei minuti finali del match. Sulle spalle del tecnico rossonero pesa l’ennesima partita iniziata con l’atteggiamento di un match tra scapoli e ammogliati. Come se non ci fosse in gioco l’Europa dopo 3 anni di esilio forzato. Così non va proprio, caro mister. 4