30 aprile 2017
Aggiornato 08:30
Calcio - Serie A

Le prime certezze di Fassone per il nuovo Milan

Importanti indicazioni raccolte dalla nuova dirigenza rossonera al termine del derby contro l’Inter: indispensabile ripartire dalle colonne Montella, Donnarumma, Romagnoli, Suso e magari anche Deulofeu. Urge un centravanti all’altezza delle ambizioni del Milan e un centrocampo tutto nuovo.

Il nuovo amministratore delegato del Milan Marco Fassone (© Ansa)

MILANO - Esultanza in campo, in tribuna, perfino negli spogliatoi (ormai celebre la foto con tutti i calciatori rossoneri ad incorniciare la felicità di Li Yonghong, Han Li), il primo derby di Milano interamente cinese ha dispensato emozioni e gioia in quantità industriale a tutto l’universo rossonero.
Per il nuovo amministratore delegato Marco Fassone, però, il match nel lunch time della vigilia di Pasqua ha rappresentato un’occasione preziosa per fare il punto della situazione ed iniziare a programmare il futuro del Milan su basi solide e inattaccabili.

Le quattro colonne
Il primo punto su cui la nuova task force di mercato di via Aldo Rossi ha posto la propria attenzione riguarda le certezze da cui ripartire: le quattro colonne portanti del Milan attuale, imprescindibili anche per il futuro. Parliamo di Vincenzo Montella, coraggioso condottiero del Milan nella tormentata e complessa stagione del passaggio di proprietà; Gianluigi Donnarumma, anima e cuore di questa squadra e idolo incontrastato del popolo rossonero; Alessio Romagnoli, perno insostituibile della difesa di Montella; e per concludere Suso, capace sempre di accendere le luci a San Siro e diventare protagonista. Se davvero l’obiettivo primario della nuova proprietà è quello di restituire il Milan al grande calcio, è impensabile non ripartire da questi tre fenomeni.

Tutto su Deulofeu
L’altro tema da affrontare prima possibile per la nuova dirigenza riguarda Gerard Deulofeu, finalmente un 7 all’altezza della gloriosa maglia rossonera dai tempi di Andriy Shevchenko. L’attaccante spagnolo oggi come oggi deve rappresentare il primo vero obiettivo di mercato per Fassone e Mirabelli. Riscattarlo dal Barcellona (che sicuramente lo riprenderà dall’Everton) è la prima missione per la nuova dirigenza del Milan. Con la speranza che il grande amico Braida - ieri spettatore interessato a San Siro - accetti di venire a patti con il suo vecchio club. 

Ciao Carlos
Altra questione imprescindibile: cercasi bomber disperatamente. La nuova proprietà sembra pronta a mettere a disposizione di Fassone e Mirabelli una cifra importante per un centravanti vero, forte, cattivo, spietato, inesorabile, qualcuno su cui poter fare affidamento sempre. Praticamente il contrario di Carlos Bacca, ancora una volta protagonista di un derby caratterizzato delle sue solite imprescindibili prerogative: mai capace di superare un avversario in dribbling, sempre abilmente nascosto dietro i difensori dell’Inter, una presenza impalpabile, a tratti perfino indolente e irritante, per tutta la durata del match.  

Centrocampo nuovo
Sempre per quanto riguarda la voce «consigli per gli acquisti», la risposta che Fassone e Mirabelli hanno avuto dal derby è che occorre un completo restyling del centrocampo rossonero. Dei 6-7 calciatori in rosa, non ce n’è uno che oggi possa ambire ad un ruolo di titolare inamovibile in una squadra con ambizioni di primato (escluso Locatelli che però merita di crescere con calma). A questo Milan manca qualità in mezzo al campo ed è indispensabile intervenire sul mercato.

Il caso De Sciglio
Chiusura dedicato a Mattia De Sciglio, ancora una volta protagonista in negativo del Milan. Vista la precarietà contrattuale del terzino azzurro è probabile che la fascia di capitano pesi troppo, ma l’insofferenza dei tifosi manifestata ad ogni suo errore di certo non aiuta. Sul futuro di De Sciglio la nuova dirigenza rossonera è chiamata ad una importante e attenta riflessione: cederlo al miglior offerente (a quel punto però si dovrà cercare sul mercato un’alternativa all’altezza) oppure blindarlo con un rinnovo importante e metterlo al centro del progetto. Qualunque cosa, purché si faccia in fretta.