30 aprile 2017
Aggiornato 08:30
Cessione Milan

Tutto pronto per il closing, ma il tifoso del Milan non può gioire

Manca appena una settimana e poi sarà closing, un passo epocale nell’ultracentenaria storia dell’Ac Milan. Ma i tifosi rossoneri non riescono ad abbandonarsi alla gioia e alla soddisfazioni, troppo grandi sono i misteri che accompagnano i nuovi acquirenti del club.

Un'immagine di Casa Milan (© Ansa)

MILANO - È un momento delicato per i tifosi rossoneri. Ormai sul fronte closing non sembrano esserci più dubbi e tutto procede a vele spiegate verso la chiusura delle operazioni alla vigilia del derby. Quella che sta per iniziare sarà la settimana decisiva, scandita da una serie di appuntamenti che proviamo a raccontare. Innanzitutto nelle prossime ore, sui conti di Hong Kong della Rossoneri Lux, dovrebbero arrivare i 190 milioni che l’hedge fund Elliott ha garantito a Yonghong li per l’acquisto del Milan. Dopodichè nella giornata di lunedì è previsto a Milano l’arrivo di Han Li, ex numero due di Sino-Europe Sports; e per finire mercoledì toccherà al leader del gruppo cinese, appunto Yonghonh Li, giungere nel capoluogo lombardo per concludere l’acquisto del 99,93% del pacchetto azionario dell’Ac Milan.

Sentimenti contrastanti
Come raccontava il grande Antonio Albanese nelle sue parodie del cronista foggiano Frengo: «Questa è la fredda cronaca». Poi però c’è la parte emozionale di questa vicenda, quella dedicata ai sentimenti, agli stati d’animo, ai dubbi, all’ansia, alle aspettative, alla preoccupazione, a tutto quel florilegio di sensazioni che da tanti, troppi mesi a questa parte turba la quiete e la serenità del tifoso milanista. 

L’insoddisfazione monta
E allora diciamola tutta. L’insoddisfazione nei confronti della gestione Berlusconi-Galliani, a dir poco fallimentare nell’ultimo quinquennio dopo tanti anni di successi e trionfi, è arrivata ai livelli di guardia. Il popolo rossonero, di fronte all’operato sconcertante dell’attuale dirigenza e al progressivo depauperamento dell’immagine del club (ricordiamo che il prossimo potrebbe essere il quarto anno consecutivo per il Milan senza Europa, una disdicevole combinazione di eventi che non si ripeteva dai primi anni ’80 quando i rossoneri scesero due volte in serie B), è arrivato al limite dell’esasperazione. Comprensibile quindi che non si veda l’ora di voltare pagina.

Ancora troppi dubbi
C’è però un problema. Per per quanto ottimisti, solari e fiduciosi, diventa difficile per i tifosi milanisti abbandonarsi alle speranze e a nuovi sogni di gloria se il futuro rossonero è garantito da personaggi dal background così poco chiaro e trasparente come Yonghong Li, Han Li e perfino il fondo americano Elliott, famoso per i suoi interventi in operazioni dove c’è solo da speculare. Per entrare nel merito della questione, come si fa a confidare in futuri investimenti milionari se il futuro proprietario dell’Ac Milan può disporre di un patrimonio personale che ammonta a 500 milioni di euro, la metà di quanto sta per essere pagato il club rossonero? È lecito attendersi un mercato da 100-150 milioni di euro (secondo quanto ci stanno raccontando tutti, da Berlusconi ai nuovi acquirenti cinesi) se per concludere l’operazione di acquisto del Milan il prode Yonghong Li è stato costretto a farsi prestare ben 190 milioni di euro da un fondo speculativo a un tasso di interessa da codice penale?

L’ultima speranza
Logico assistere perplessi all’evolversi della situazione. L’unica illusione che possono ancora concedersi i sempre più disincantati tifosi rossoneri è che la chiusura delle operazioni di acquisto del Milan, il famoso closing, porti con sè il miracoloso e taumaturgico effetto di sbloccare anche tutti quei fondi raccolti - secondo i bene informati - da Yonghong Li in Cina e rimasti fermi per le restrizioni del governo di Pechino sull’esportazione di valuta all’estero. Solo così Fassone e Mirabelli potranno contare su quel flusso di cassa necessario per far ricominciare a funzionare le cose in via Aldo Rossi. Perchè un altro mediocre anno a sguazzare a metà classifica non è davvero più tollerabile per un club prestigioso come l’Ac Milan.