24 aprile 2017
Aggiornato 07:00
Cessione Milan

Closing: la settimana delle risposte definitive

Non sono più ammessi ritardi né dilazioni nella trattativa più scombinata della storia del calcio. Nel giro di pochi giorni sono attese risposte definitive, o da Sino-Europe Sports (versamento terza caparra o addirittura di tutta la cifra) oppure da Silvio Berlusconi (chiusura delle trattative e ricerca di nuovi possibili acquirenti. O magari da un terzo incomodo...tipo Renzo Rosso.

Il famoso trio closing: Berlusconi, Han Li e Yonghong Li (© ANSA)

MILANO - Arrivati a questo punto non sono più ammesse perplessità. Ogni minima situazione, catalogata come dubbiosa, dovrà essere presa seriamente in considerazione, sviscerata, chiarita e conseguentemente spiegata a tutti gli osservatori. È questa la fotografia attuale della sempre più sconcertante trattativa legata al closing che dovrebbe portare alla definitiva cessione dell’Ac Milan al fondo di investimenti (non più consorzio di imprenditori visto che Yonghong Li è rimasto solo) chiamato Sino-Europe Sports.

La settimana decisiva
Quella che è appena cominciata si annuncia come la settimana delle grandi verità. In un verso o in un altro sarà indispensabile arrivare ad una visione definitiva di questa operazione, che si tratti di una chiusura positiva della transazione oppure di una pietra tombale su tutto il circo messo in piedi negli ultimi mesi.
Ad oggi, ed è questa la cosa più sensazionale, è praticamente impossibile fare previsione: da qui ai prossimi 5 giorni, infatti, potremmo ritrovarci con un Yonghong Li di nuovo energicamente in sella oppure un Silvio Berlusconi padrone indiscusso dell’Ac Milan. Oppure ancora con un nuovo acquirente a bussare alla porta di Fininvest dopo il fallimento della trattativa con i cinesi. Nelle ultime ore si è parlato di Renzo Rosso, patron di Diesel e grande tifoso rossonero, oppure ancora delle opzioni molto più improbabili Galatioto & Gancikoff e perfino il ritorno di Bee Taechaubol.

L’idea di Yonghong Li…
Tornando alla trattativa ancora in corso, c’è chi, tra i tanti osservatori della faccenda, ipotizza che questo nuovo ritardo sul versamento della terza caparra, rientri nel tentativo di Sino-Europe Sports di mettere insieme tutta la restante somma da devolvere alla Fininvest per l’acquisto del club (stiamo parlando di 320 milioni, più altri 100 per le spese ordinarie sostenute dalla società dell’ultimo anno), proprio per non correre il rischio di ritrovarsi impelagati in nuovi ulteriori ritardi legati alle difficoltà di esportazione di capitali dalla Cina. 

…e quella di Berlusconi
Chi invece vede come molto più probabile l’ipotesi chiusura definitiva anche a breve, registrando un Silvio Berlusconi sempre più irre    quieto e poco propenso a tollerare nuovi e fastidiosissimi slittamenti. Se i soldi attesi già la scorsa settimana non dovessero arrivare nei prossimi giorni, non è escluso infatti che Fininvest dica basta, tenendosi i 200 milioni già versati da Yonghong Li e di fatto spegnendo ogni velleità cinese di mettere le mani sul Milan.

Le conseguenze
Un’ipotesi che però, vale la pena sottolinearlo, potrebbe lasciare uno strascico polemico e addirittura portare questa vicenda in tribunale, visto che SES appare decisamente poco propenso a rinunciare all’acquisto del Milan e soprattutto a vedere evaporare nel nulla i 200 milioni anticipati per le prime due caparre. «Comunque vada sarà un insuccesso», titolava il Diario Rossonero un paio di giorni fa. Ed è questa la drammatica, ma sempre più concreta, presa di coscienza dei tifosi del Milan.