26 maggio 2017
Aggiornato 17:00
Calcio - Serie A

Montella: «Niente alibi, il Milan può arrivare in Europa»

Alla vigilia di Milan-Genoa, l’allenatore rossonero fa la conta delle assenze ma si guarda bene dall’offrire un alibi ai suoi ragazzi: «Il nostro gruppo ha un’identità, non ci sta mai a perdere e ha tutte le caratteristiche per arrivare in Europa».

Il tecnico rossonero Vincenzo Montella (© Ansa)

MILANO - «Ho sempre pensato che più sarebbe stato meglio avere più squadre coinvolte. Se ci fosse stata anche la Fiorentina nel nostro gruppone, sarebbe stato ancora preferibile. Adesso però noi dobbiamo fare la corsa su noi stessi, sulla nostra crescita e sulle motivazioni. Se faremo il massimo, sono convinto che possiamo arrivare in Europa». Le parole di Vincenzo Montella alla vigilia del match contro il Genoa, in programma sabato sera a San Siro, descrivono un momento particolarmente importante per tutto il Milan. 

Bravi voi sul closing
Una fase fondamentale della stagione che va ad incrociarsi con le stucchevole o ormai fastidiose vicende legate al possibile passaggio di proprietà della società: «Non so come andrà a finire il closing, solo solo che ho fatto bene a non pensarci troppo. Non mi sono mai posto domande, però per una transizione di certe cifre credo sia tutto in linea. Siete stati bravi voi a capire in anticipo che sarebbe stata una trattativa lunga».

Niente alibi
Impossibile però pensare che una vicenda così complessa non arrivi a toccare in qualche modo l’integrità della squadra a Milanello: «La squadra non deve cercare alibi - chiarisce Montella -. E mi riferisco anche a tutte le polemiche successive al post Juventus-Milan. Il nostro è un gruppo che ha un'identità e soprattutto ha un'anima, non ci sta mai a perdere nemmeno contro avversarie più forti. Quindi adesso pensiamo a questa partita contro il Genoa, poi la sosta ci darà la possibilità di staccare un po’». 

I singoli
Per quanto riguarda la situazione dei singoli, mister Montella fa chiarezza su alcuni rossoneri in dubbio per domani. A cominciare da Locatelli («È stato solo due partite senza giocare, poi ha giocato quella successiva con la Lazio, quindi ha avuto febbre e tonsillite. Sicuramente non è al 100% dal punto di vista fisico ma a livello mentale si»); poi Kucka («Credo che abbia fatto quasi tutte le partite, deve sentirsi un giocatore importante»); quindi Honda («Non è stato molto fortunato nell'ultimo periodo, ha avuto anche lui un problema proprio in concomitanza con Suso. Comunque è un grande professionista»); e per finire Ocampos (»Ha sempre fatto l'esterno, forse sono stato il primo a metterlo centrale. Gioca meglio a sinistra, ma occorre fare delle scelte in funzione delle esigenze di squadra»).