26 maggio 2017
Aggiornato 17:00
Cessione Milan

Farsa closing, Berlusconi pronto a tenersi soldi e Milan

Prende sempre più corpo l’ipotesi del «abbiamo scherzato, facciamo finta che non sia successo nulla». Una soluzione del genere garantirebbe a Silvio Berlusconi 200 milioni puliti in tasca, soldi che potrebbero essere utilizzati per blindare definitivamente Gigio Donnarumma.

Il presidente del Milan Silvio Berlusconi (© ANSA)

MILANO - «Non so più come insultarvi». Era il testo di uno striscione apparso qualche tempo fa a San Siro (in verità opera dei tifosi interisti e rivolto alla squadra nerazzurra) che adesso però rispecchierebbe a pieno lo stato d’animo inquieto e turbato del popolo milanista. Le ben note vicende legate al closing, i ritardi dei cinesi nel mettere insieme quanto dovuto a Fininvest per acquistare il club e i continui slittamenti della trattativa, stanno minando alle fondamenta le poche certezze rimaste in casa Milan. E arrivati a questo punto non è esclusa l’opzione shock, quella del «abbiamo scherzato, facciamo finta che non sia successo nulla».

Allarme rossonero
Ad oggi, non è ancora ben chiaro cosa possa accadere, ma una cosa è certa: l’operazione è in bilico, pericolosamente in bilico, e le parole di Pier Silvio Berlusconi registrate un paio di giorni fa («Qualora saltasse il closing, dal punto di vista economico non sarebbe un danno perché un passo indietro degli acquirenti lascerebbe qualcosa di concreto (i primi 200 milioni di caparra che potrebbero tra oggi e domani diventare 300 ndr.), quindi andremmo avanti con entusiasmo») non possono non destare più di qualche allarme.

Tutto su Gigio
Ed allora ecco farsi largo i primi scenari possibili in caso di clamorosa retromarcia. Secondo il quotidiano La Repubblica, se Yonghong Li dovesse fallire questo ennesimo appuntamento con il closing, Berlusconi si terrebbe i 200 milioni di euro già versati dei cinesi e potrebbe utilizzare una parte di questi soldi per blindare Gigio Donnarumma, il cui rinnovo di contratto è una priorità assoluta del Milan, indipendentemente da chi ci sarà alla guida del club rossonero in futuro. Un’ipotesi che addolcirebbe almeno parzialmente la pillola de appassionati rossoneri, ma potrebbe non bastare per acquietare definitivamente una tifoseria torturata negli ultimi due anni da vicende societarie che meriterebbero di finire nel «Manuale del perfetto incapace».