27 maggio 2017
Aggiornato 08:00
Calcio - Serie A

La lezione di Montella al mondo del calcio

La sfida tra Juventus e Milan, al netto di tutte le polemiche per gli errori arbitrali, può contare un solo vincitore: Vincenzo Montella. L’allenatore rossonero, al termine di un match perso al 95’ per un rigore inesistente, è entrato in campo per placare i suoi giocatori, chiedendo poi di lasciare in pace gli arbitri. Un monito importante che sarebbe il caso di tenere in considerazion

L'allenatore del Milan Vincenzo Montella (© Ansa)

MILANO - Venerdì sera, mentre nella pancia dello Juventus Stadium la rabbia dei calciatori milanisti si scatenava contro scudetti di polistirolo - da leggere non solo metaforicamente -, il nuovo signore del calcio, tal Vincenzo Montella da Pomigliano D’Arco, prendeva possesso del palcoscenico e attirava tutte le attenzioni su di sè, anzichè sui suoi ragazzi inferociti. L’allenatore del Milan è stato l’unico ad uscire vittorioso dalla sfida tra Juventus e Milan. Non i calciatori della Juventus, spudoratamente aiutati a portare a casa l’ennesimo successo; non l’arbitro e i suoi assistenti, evidentemente colpevoli di una direzione di gara costellata e infarcita di strafalcioni imbarazzanti; e nemmeno i ragazzi rossoneri, protagonisti in negativo del post-partita con quegli atti vandalici di cui si è detto tutto e il contrario di tutto nelle ultime ore.

Fine partita di fuoco

Vincenzo Montella invece no. Lui al fischio finale è entrato in campo ma non per aggredire l’arbitro Massa e l’assistente Doveri, non per chiedere lecite spiegazioni al termine di un match che il Milan meritava di non perdere, niente di tutto questo. L’allenatore rossonero è entrato in campo solo ed esclusivamente per frenare la rabbia dei suoi giocatori, purtroppo non con straordinari risultati, viste le pesanti squalifiche che si attendono domani per i milanisti.

Dichiarazioni disarmanti

E al termine della partita, arrivato davanti alle telecamere che ancora il sangue ribolliva nelle vene, le dichiarazioni del tecnico di Pomigliano D’Arco sono state disarmanti: «Mi scuso per il parapiglia finale, tra i miei c’era molto nervosismo. Mi è stato spiegato che il rigore non l’ha dato Doveri, Massa si è preso la responsabilità di fischiare al 95’ pur essendo a grande distanza. Ma lo dico con tranquillità, lasciamo gli arbitri tranquilli».

Un monito per tutti

Se l’invocazione di Vincenzo Montella fosse ascoltata da tutti, allenatori, calciatori, presidenti, direttori sportivi e naturalmente tifosi, probabilmente gli arbitri affronterebbero le partite da dirigere con minore ansia riducendo il rischio di vedere ancora match con errori a ripetizione come Sassuolo-Milan e Juventus-Milan, tanto per citarne un paio. È solo una speranza, probabilmente vana, un semplice idea raccolta nella spazzatura di una partita da dimenticare. Se davvero si vuole che il calcio non esploda definitivamente sotto i colpi di addetti ai lavori sempre più arrabbiati, forse sarebbe il caso di prendere qualche provvedimento. E lasciare in pace gli arbitri potrebbe essere il primo.