24 aprile 2017
Aggiornato 07:00
Calcio - Serie A

Milan, quattro buone ragioni per sentirsi derubati

La rabbia dell’universo rossonero č ai livelli di guardia. Ma, a termini di regolamento, ci sono quattro buone ragioni per giustificare il malcontento del Milan e dei suoi tifosi.

Il momento incriminato del presunto fallo da rigore commesso da De Sciglio (© Ansa)

MILANO - Non accennano a placarsi le polemiche sul rovente finale di partita tra Juventus e Milan. Quel rigore concesso dall’arbitro Massa, con gentile ed affettuosa complicità dell’assistente Doveri (si proprio quel Daniele Doveri che in quel di Bologna lasciò il Milan in 9, non riuscendo peraltro ad impedire una gloriosa vittoria rossonera), ha scatenato l’ira funesta dei tifosi del Milan. C’è addirittura chi ha paragonato quanto successo ieri al minuto 95 di Juventus-Milan al lacerante gol non convalidato a Muntari che di fatto assegnò il primo scudetto della serie alla squadra bianconera. Adesso però, a mente fredda, proviamo a spiegare a termini di regolamento perchè il club di via Aldo Rossi - e tutta la sua indignata tifoseria - ha ragione di lamentarsi.

Punto 1: il recupero
Allo scoccare del noventesimo, l’arbitro Massa concede 4 minuti di recupero. Il presunto fallo di mano di De Sciglio avviene al minuto 94 e 21 secondi, a tempo abbondantemente scaduto. La giustificazione dal fronte juventino poggia sull’espulsione comminata dal direttore di gara al milanista Sosa (doppio giallo ineccepibile) avvenuta a recupero già in corso e sulla conseguente necessità di concedere ulteriori 30 secondi. Ebbene, non esiste alcuna regola scritta che preveda il prolungamento matematico dell’extra-time in caso di ulteriori cartellini. Tutto dipende dalla discrezionalità dell’arbitro che, in caso di eccessive proteste e conseguenze perdite di tempo, può prolugare il recupero. Nulla di quanto è successo allo Juventus Stadium, visto che Sosa commette il fallo incriminato a pochi metri dalla linea del fallo laterale ed esce in tempi rapidissimi, malgrado il tentativo di Khedira di portarlo fuori di peso.

Punto 2: la volontarietà
In area di rigore l’unica discriminante decisiva è la volontarietà. Pare evidente che nel disperato tentativo di De Sciglio di coprire la fascia ed impedire il cross allo juventino Lichtsteiner non ci sia alcuna volontarietà e che il fallo di mano sia frutto esclusivamente della scomposta rincorsa del terzino rossonero. 

Punto 3: il movimento
Altra discriminante decisiva è collegata al movimento in casi di fallo di mano in area. Se è evidente un movimento del braccio verso la palla, teso ad intercettare la stessa, è opportuno fischiare il rigore; diverso il discorso nel caso sia la palla a scivolare verso il braccio del calciatore, esattamente quanto accaduto ieri sera tra Juventus e Milan.

Punto 4: la distanza
È fondamentale in casi come quello verificatosi ieri sera allo Stadium la verifica della distanza, definita di gioco, tra il calciatore che fa partire il pallone e quello che lo intercetta. Perchè il fallo di mano sia netto, punibile e inequivocabile occorre che non sia inferiore ai 2 metri. Quella tra Lichtsteiner e Mattia De Sciglio era di circa 180 cm.