29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
Cessione Milan

Sfogo di un milanista ferito: e ora qualcuno risponda!

La stomachevole vicenda della cessione dell’Ac Milan al misterioso consorzio cinese Sino-Europe Sports sta vivendo in queste ore l’ennesima pagina sconcertante. E ora Silvio Berlusconi in primis, ma anche tutti i manager Fininvest coinvolti nell’operazione, sono chiamati a spiegare cosa diavolo stia succedendo all’ex club più titolato al mondo.

Silvio Berlusconi, Presidente del Milan (© ANSA)

MILANO - «Le verifiche sulla solidità finanziaria degli acquirenti si sono basate sugli approfondimenti compiuti dai nostri advisors presso istituzioni ed operatori cinesi e internazionali; questa solidità è stata confermata dal pagamento, in anticipo sui tempi previsti,della caparra di 100 milioni». Con queste parole, stralcio di un comunicato ufficiale dello scorso 23 settembre, la Fininvest sgombrava il campo da tutti i dubbi che avevano iniziato ad addensarsi come nuvoloni minacciosi sull’operazione closing dopo il primo slittamento estivo. Da allora i milioni sono diventati 200 con la seconda caparra versata a dicembre - ancora una volta un pegno per l’ennesimo ritardo nella chiusura delle operazioni - e adesso potrebbero diventare 300 se l’azienda di via Paleocapa, deciderà di concedere un’ulteriore proroga al consorzio cinese Sino-Europe Sports per l’acquisto dell’Ac Milan. Ma del closing neppure l’ombra.

E ora cosa succede?
Logico e comprensibile il risentimento, pronto a sfociare in rabbia feroce, dei tifosi rossoneri, ancora increduli di fronte allo sconcertante sviluppo degli eventi. A tutt’oggi, mercoledì 1 marzo, ancora non è ben chiaro cosa succederà, ma di tutto questo ridicolo andazzo, di questo sconveniente teatrino, qualcuno dovrà pur rispondere. Logico il riferimento a Silvio Berlusconi, l’uomo che giurava e spergiurava che avrebbe lasciato la sua creatura solo in mani solide, mani capaci di riportare l’Ac Milan lì dove era arrivato durante l’epopea berlusconiana, in cima al mondo.
Di cosa siano capaci questi cinesi lo stiamo vedendo giorno dopo giorno da quasi un anno. Da quando cioè ci si è liberati di quell’insignificante personaggio che rispondeva al nome di Bee Taechaubol per finire in quelle di sedicenti e misteriosi imprenditori cinesi di cui ancora nessuno conosce nome e reali disponibilità economiche. È proprio il caso di dire, dalla padella alla brace. 

Non scherzate con il fuoco
Quello che Silvio Berlusconi - lui e tutto il suo gruppo di fidati collaboratori, tra figli, consiglieri, manager, annessi e connessi - sembra aver colpevolmente dimenticato è che l’Ac Milan non è un abito lussuoso da dover vendere a tutti i costi perchè ormai immettibile a causa di una pinguedine ingombrante, nè tantomeno un’auto d’epoca divenuta troppo costosa da mantenere. Il Milan, oltre ad essere un cardine fondamentale della storia del calcio mondiale (anche per merito di Berlusconi, ci mancherebbe altro), è un pezzo di cuore per 6 milioni di tifosi rossoneri in Italia e diverse altre centinaia di milioni sparse per il mondo. E non merita di essere svenduto al mercatino delle pulci al primo affarista da quattro soldi che si presenta ad Arcore con una valigia piena di chiacchiere e quattro cambiali in mano. 

Qualcuno risponda
È arrivato il momento che qualcuno ci spieghi chi sono questi signori che si nascondono dietro la sigla Sino-Europe Sports; chi è Yonghong Li, uomo d'affari senza arte nè parte, noto alle cronache finanziarie solo per aver aperto e chiuso qualche società a Hong Kong e per una sanzione dalla Shangai Stock Exchange (SSE) per la cessione «non dichiarata» di 53,6 milioni di azioni della Shangai Duolun Industry Co.; chi sono questi misteriosi partner investitori che si sarebbero tirati fuori a 48 ore dal closing lasciando il frontman della cordata in braghe di tela; da dove sono arrivati i primi 200 milioni e da dove arriveranno tutti gli altri che sono attesi entro i prossimi 30 giorni; e soprattutto come dovrebbero fare questi scivolosi nuovi proprietari a riportare - e mantenere - ad alti livelli un club costoso ed impegnativo come il Milan se sono costretti a una miserevole colletta per condurre in porto l’acquisizione del club, senza peraltro nemmeno riuscirci.

Il pericolo da evitare
Basta trincerarsi dietro le dichiarazioni di comodo, le ragioni di riservatezza e l’opportuno silenzio. Basta con questa ignobile farsa non più degna di un pezzo di storia del calcio come l’Ac Milan. Esca fuori Silvio Berlusconi, escano fuori tutti i costosissimi manager Fininvest (se lavorano come analizzano i possibili acquirenti vale la pena mandare un colloquio a via Paleocapa perchè tutti potremmo avere una chance) a spiegarci in che modo sono stati fatti tutti gli approfondimenti sugli acquirenti cinesi. Altrimenti, continuando di questo passo, dopo Mister Bee, Yonghong Li e Han Li, non resta che aspettarci qualcuno alla Rezart Taci e Giampietro Manenti e poi anche il glorioso Milan potrà ripartire dalla serie D come già successo al Parma un paio d’anni fa.