26 maggio 2017
Aggiornato 17:00
Calcio | Serie A

Milan aiutato col Sassuolo, ma quanti torti finora

Nelle due gare contro gli emiliani i rossoneri hanno ricevuto qualche favore arbitrale, ma come ricordato da Montella il credito è ancora ampio

MILANO - Fra andata e ritorno, Sassuolo e Milan hanno dato vita a due gare intense e combattute, condizionate anche da decisioni arbitrali dubbie e contestate, quasi tutte a vantaggio dei rossoneri, con gli emiliani di Eusebio Di Francesco irritati ed infastiditi. Già all’andata a San Siro il Sassuolo aveva reclamato per il calcio di rigore concesso al Milan, ora nella sfida di ritorno ha avuto da ridire per un rigore su Berardi, sanzionato come simulazione dell’attaccante calabrese, e per il gol irregolare di Bacca che ha calciato il suo penalty con un doppio tocco. Calvarese sotto accusa e Milan aiutato, dunque? Forse, eppure il credito con la fortuna da parte del Milan sembra ancora massiccio, come ricordato dallo stesso Montella alla vigilia della gara, forse sensitivo di un sinistro presagio.

Episodi contrari
Già alla terza giornata nella sconfitta contro l'Udinese a San Siro, i rossoneri lamentano un calcio di rigore evidente negato a Carlos Bacca che stava per battere Karnezis a pochi passi dalla porta, mentre nel sesto turno, sul terreno della Fiorentina, il Milan avrebbe avuto molto da recriminare (ed infatti ha recriminato) per un’espulsione di Tomovic al 90’ dopo un intervento falloso su Luiz Adriano lanciato a rete verso la porta viola: sarebbe stata punizione dal limite ed espulsione del difensore serbo, non viene data né l’una e né l’altra sanzione, la gara termina 0-0 lasciando i rossoneri con l’amaro in bocca. A Genova, il 25 ottobre, il Milan gioca contro i rossoblu all’epoca guidati da Juric e vincendo può scavalcare almeno per una notte la Juventus in testa alla classifica; la gara della squadra di Montella è scialba, il Genoa corre più e meglio dei rossoneri e vince meritatamente 3-0, dilagando nel finale e dopo l’espulsione di Paletta, reo di un fallo a prima vista orrendo ma che, riguardando meglio le immagini, è molto più vistoso che pericoloso, lasciando il dubbio che forse un cartellino giallo sarebbe stato più opportuno, così come opportuno sarebbe stato concedere ai rossoneri un rigore per un placcaggio in area ai danni di Locatelli; episodio che si ripete pochi giorni dopo durante Milan-Pescara quando Coda strattona Bacca sul dischetto del rigore e col punteggio ancora fermo sullo 0-0: sarebbe stato rigore con annessa espulsione del difensore pescarese; il Milan batterà comunque gli abruzzesi grazie a Bonaventura, ma il torto resta. A Montella, poi, non piace l’arbitraggio di Massa il 17 dicembre contro l’Atalanta: il tecnico campano si lamenta del gioco ostruzionistico e falloso dei bergamaschi, non sanzionato dal fischietto di Imperia, oltre ai minuti di recupero praticamente non disputati per le perdite di tempo degli atalantini; lo 0-0 finale soddisfa i nerazzurri di Gasperini, molto meno i rossoneri. 

Contestazioni
Dopo il rocambolesco 2-2 in casa del Torino, altra gara in cui Montella lamenta l’opposizione troppo rude degli avversari, il Milan subisce l’apice dei torti arbitrali a Udine lo scorso 29 gennaio, giorno già funesto per i milanisti a causa dell’infortunio di Bonaventura che lascerà il centrocampista fuori per il resto della stagione; allo stadio Friuli i rossoneri vanno in vantaggio con lo stesso Bonaventura, poi pareggia Thereau. Nel concitato finale accade di tutto e nella stessa azione: il distratto De Sciglio gioca la sua solita partita timida, ma riesce a contenere abbastanza bene il talentuoso De Paul, il quale, all’improvviso, decide di abbattere il terzino milanese con un’entrata da codice penale che non solo non viene punita con calcio di punizione e cartellino rosso, ma è il preludio al gol del decisivo 2-1 per l’Udinese siglato, ironia della sorte, proprio dallo stesso De Paul, passato in una manciata di secondi da possibile sciagura ad eroe per la sua squadra, il tutto per il solo merito (o demerito) dell’arbitro Banti. A San Siro contro la Sampdoria, il Milan perde e delude, ma reclama giustamente per un fallo subìto da Bacca nell'area doriana ma non ravvisato dalla terna arbitrale. Nel successo contro la Fiorentina della scorsa settimana, poi, la rete del momentaneo pari dei gigliati nasce da un evidente posizione di fuorigioco. Dulcis in fundo, proprio nel giorno in cui il Milan a Reggio Emilia gode di qualche favore, la Lazio, diretta concorrente dei rossoneri per un posto in Coppa Uefa, batte proprio l’Udinese grazie ad un misterioso calcio di rigore a metà del secondo tempo, assegnato dal figlio d’arte Pairetto senza un plausibile motivo. A conti fatti, insomma, se il Milan arriverà in Europa (traguardo difficilissimo per la truppa di Montella) non sarà certo per volontà delle giacchette nere e di una politica che, evidentemente, non vede oggi i rossoneri in prima fila nel bilancio degli aiuti.