28 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Brocchi affonda con tutto il Milan

Dopo l’ennesima figuraccia, la squadra guidata dall’esordiente tecnico rossonero pare definitivamente allo sbando. Tanti gli errori di Brocchi, ormai incapace di mantenere anche un filo di coerenza nelle scelte tattiche imposte da Berlusconi. E sabato sera c’è la finale di Coppa Italia contro la famelica Juve dell’ex Allegri.

MILANO - Deluso, amareggiato, arrabbiato. È con questo stato d’animo che Cristian Brocchi si è presentato davanti ai taccuini dei cronisti per spiegare l’ennesima disfatta rossonera, il 3-1 interno subito senza appello dalla Roma di Spalletti, che ha sancito la fine di uno dei campionati più indecorosi disputati dal Milan negli ultimi anni. «Oggi sono molto dispiaciuto per l'atteggiamento che hanno messo in campo i miei ragazzi. Non parlo tanto dell’aspetto tecnico, perchè abbiamo affrontato una squadra fortissima, ma proprio della voglia, dello spirito combattivo. È mancato tutto contro la Roma e io sono molto arrabbiato».

Il Milan più brutto di sempre
Fa specie che l’analisi del neo tecnico rossonero contenga quell’avverbio di tempo «oggi» che nella lettura di Brocchi dovrebbe significare «solo oggi». Mentre invece appare oggettivamente complicato riscontrare differenze di sorta tra l’indegno Milan visto contro la Roma e quello preso a pallate dal Verona, fermato da Carpi e Frosinone ed incapace di fare uno straccio di tiro in porta contro un Bologna per 80 minuti in dieci.
La verità è che ormai il giovane ed inesperto allenatore sembra davvero non sapere più a che santo votarsi, a conferma che l’incarico propostogli da Silvio Berlusconi più che una promozione sia stato un vero e proprio pass per il patibolo.

La ribellione a Berlusconi
A complicare la posizione dell’allenatore rossonera il pensiero, sempre più diffuso, che candidarsi per risollevare l’incerto Milan visto nella prima parte della stagione sia stato un atto di superbia e di presunzione non indifferente. Ma davvero Cristian Brocchi sperava di arrivare con la bacchetta magica a Milanello e sovvertire solo grazie alle sue idee di calcio un trend ormai consolidato da quasi un quinquennio? Che poi, anche su queste famose teorie dell’ex tecnico della Primavera ci sarebbe da discutere. Contro la Roma, ad esempio, è andato a farsi benedire anche il tanto sbandierato possesso palla, fiore all’occhiello - sbiadito - delle prime uscite del Milan «brocchiano». Esattamente come il modulo tattico con il trequartista, finora imposto dalle leggi berlusconiane, e che nel corso del match contro la Roma si è trasformato da un 4-3-1-2 ad un 4-4-2, poi un 4-1-3-2 e poi alla fine un inevitabile «fatecomevipareperchèiononsopiùcosasuggerirvi». Un autentico atto di insubordinazione alle regole non scritte imposte da Silvio Berlusconi.

Nessuna reazione
Oggi è questa la sensazione più inquietante che si respira guardando giocare il Milan ed analizzando l’espressione di mister Brocchi: una totale incapacità di riprendere le fila del discorso e restituire serenità e voglia di calcio ad una squadra ormai allo sbando. «Mi ha colpito non ci sia stata alcuna reazione - la triste ammissione del tecnico dopo la sconfitta contro i giallorossi -. Questa cosa mi dispiace molto. Spero solo che quello di oggi sia qualcosa di non ripetibile, perchè una squadra deve essere cattiva, andare a pressare. Ora quindi abbiamo il dovere di chiudere il capitolo di questa serata e cercare di preparare a testa alta questa difficilissima finale di Coppa Italia».

Si accettano miracoli
Eh già, perchè tra meno di una settimana, nel momento più brutto della propria stagione, il Milan tremebondo e impresentabile visto nelle ultime sei giornate di campionato sarà chiamato ad affrontare il peggiore avversario possibile, la famelica Juventus dell’ex Allegri, con in palio il trofeo che potrebbe consegnare l’Europa ai rossoneri. E allora in bocca al lupo mister Brocchi, solo un miracolo potrebbe rovesciare un pronostico ormai già ampiamente scritto.