24 aprile 2017
Aggiornato 07:00
Calcio - I top e i flop Sassuolo-Milan 2-0

Milan, ora c’è un problema attacco

Solo Donnarumma e Antonelli salvano la faccia in un Milan troppo brutto per essere vero. Inquietante la prestazione di tutto il reparto offensivo (Bacca, Balotelli, Menez) drammaticamente tarata sul 4 in pagella. Si è sentita, e tanto, l’assenza di Montolivo e Abate, i due leader silenziosi dello spogliatoio di Mihajlovic.

TOP

1) DONNARUMMA – Da Sassuolo a Sassuolo. È stato questo il titolo più gettonato in fase di presentazione per Gigio Donnarumma, chiamato all’esordio in serie A proprio nel match d’andata contro i neroverdi e protagonista in quell’occasione di una prestazione non proprio esemplare. Ebbene, il giovanissimo fenomeno rossonero, alla resa dei conti con il club emiliano, si è rifatto con gli interessi e ha fatto capire al mondo intero perché oggi è lui il titolare inamovibile del Milan, malgrado i 17 anni appena compiuti. Almeno tre parate decisive, due su Berardi e una su Sansone, a corredare una prestazione superlativa che però, purtroppo per i tifosi rossoneri, non ha impedito alla sua squadra di tornare a casa con l’ennesima sconfitta rimediata al Mapei Stadium. NOT GUILTY

2) ANTONELLI – L’unica nomination positiva tra i giocatori di movimento del Milan va a Luca Antonelli, capace di ergersi a baluardo insormontabile almeno due volte (al 40’ su Sansone e al 53’ su Berardi), prima di crollare anche lui sotto le folate offensive degli attaccanti neroverdi. Sulla sua corsia pesa però l’assenza di Bonaventura, arrivato a questo punto della stagione comprensibilmente a corto di energia. ABBANDONATO

3) MONTOLIVO/ABATE – No, non è una boutade, ma una provocazione vera e propria nei confronti di tutti quei tifosi milanisti (e sono stati tanti) che avevano commentato con sussiegoso sdegno la preoccupazione degli addetti ai lavori per l’assenza di Montolivo e Abate contro il Sassuolo. I due azzurri, capitano e vice-capitano del Milan, sempre più leader in campo e nello spogliatoio, sono ormai diventati imprescindibili per le sorti del club di via Aldo Rossi. Mihajlovic l’ha capito e ha affidato loro le chiavi della squadra. I tifosi ancora no, ma ci arriveranno anche loro. INSOSTITUIBILI

FLOP 

1) BALOTELLI – Andate a cercare una sequenza di Atalanta-Juventus in cui, su azione di calcio d’angolo a favore dei bianconeri, Mario Mandzukic rincorre come un forsennato la 4x100 bergamasca impegnata in una veloce ripartenza e alla fine salva un gol fatto di testa dopo una galoppata di cento metri. Ecco il vero SuperMario. Ora alzi la mano chi ricorda una cosa del genere fatta dall’altro Mario, Balotelli, anche una sola volta nella sua ormai quasi decennale carriera. Il giorno che l’attaccante rossonero imparerà che il calcio non è solo sbraitare, ciondolare in mezzo al campo e tirare rigori, ma è soprattutto sacrificio, impegno, lavoro di squadra e dedizione, forse diventerà davvero il campione che tutti quanti speravano potesse diventare. IRRECUPERABILE

2) BACCA - È lui il principale destinatario di tutti gli strepiti di Mihajlovic a fine partita. Non solo perché ancora una volta non ha segnato, non ha praticamente mai visto la porta, non ha fatto salire la squadra, non ha fatto i movimenti giusti, è apparso svagato e fuori fase; ma soprattutto perché era il colombiano - nell’azione del corner del Sassuolo che ha trasformato la partita - che doveva essere lì, esattamente in quel punto da dove Duncan ha scagliato la saetta terra-aria che si è infilata all’incrocio dei pali di Donnarumma. A colpire maggiormente sono state le parole a fine partita del tecnico serbo, naturalmente rivolte a Bacca: «Se non ci stai con la testa e non sei concentrato, ecco quali sono le conseguenze». WAKE UP CARLITOS

3) ZAPATA – Pare essere durato davvero poco il magic moment dell’altro colombiano rossonero, presente anche lui nella poco gratificante lista dei Flop, nemmeno fosse la festa nazionale all’incontrario dei Cafeteros. La partita di Zapata è stata un concentrato di errori in appoggio e disimpegni sbagliati, tanto che arrivati a 100 abbiamo perso il conto. L’errore più grande però non è da imputare all’ex Villareal, quanto piuttosto a mister Mihajlovic: in assenza di capitan Montolivo, l’allenatore del Milan avrebbe dovuto capire fin dall’inizio che il posto da titolare toccava all’unico rossonero capace di impostare l’azione con piedi decenti, Alessio Romagnoli. MISUNDERSTOOD