29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
I top e i flop di Milan-Verona 1-1

Milan, gli errori arbitrali «salvano» Mihajlovic

Il Milan gioca l’ennesima partita deludente ma il tecnico serbo si scaglia contro l’arbitro Valeri per un paio di decisioni indubbiamente sfavorevoli ai rossoneri. Il punto è che una squadra che punta alla Champions dovrebbe comunque avere ragione dell’ultima in classifica. Malgrado presunti torti arbitrali.

TOP

1) BACCA – Il colombiano almeno ha il pregio di timbrare il cartellino e portare in vantaggio la squadra di Mihajlovic. Non stiamo certo parlando del bomber implacabile che a luglio i tifosi rossoneri sognavano ad occhi aperti, ma il capocannoniere del Milan è lui, seppur con sole 7 reti siglate in 15 partite su appena 12 tentativi scagliati verso la porta avversaria. Nemmeno Bacca comunque può essere assolto completamente dalla pessima prestazione complessiva della squadra. La sua prima mezz’ora di gioco contro il Verona potrebbe tranquillamente essere impacchettata e recapitata al Museo delle Cere di Madame Tussauds. Poi però è sua la firma apposta in calce ad una partita nel complesso brutta e se il Milan ha cullato per pochi minuti l’idea del successo il merito è di Bacca. PROVACI ANCORA CARLOS

2) BERTOLACCI – Appena un quarto d’ora di gioco per far capire a tutti quanto è mancato al Milan in queste ultime partite. Assente dai campi di gioco dalla vittoriosa trasferta a Roma contro la Lazio, Bertolacci entra in campo al posto del maltrattato Montolivo e restituisce un po’ di smalto e un minimo di dignità alla manovra della sua squadra. Sfiora il gol con una pennellata d’autore che lambisce l’incrocio dei pali e lascia ben sperare per il prosieguo della stagione. Sempre che i suoi muscoli di cristallo tengano. DELICATO

3) I TIFOSI DEL MILAN – Una menzione speciale va di diritto ai tifosi del Milan, costretti ad assistere domenica dopo domenica, mese dopo mese, stagione dopo stagione, al lento ma inesorabile sgretolarsi di quello che nemmeno troppo tempo fa era ancora il club più titolato al mondo. Uno stadio vuoto (quel San Siro che un tempo il popolo rossonero riempiva anche contro la Cavese in serie B) è diventato lo specchio desolante del rapido declino del Milan. E il commento avvilito della gran parte dei tifosi è ormai questo: «Ci hanno tolto perfino il sogno, ormai in noi c’è solo indifferenza mista a rassegnazione». SALVATE IL TIFOSO DEL MILAN

FLOP 

1) MIHAJLOVIC – Il pensiero diffuso tra la maggior parte degli opinionisti e degli addetti ai lavori è che se Mihajlovic inizia a lamentarsi degli arbitri vuol dire che ormai ha capito che di calcio non si può più parlare. Un concetto devastante per le residue ambizioni del popolo rossonero, ma anche volendo lasciar perdere quest'analisi tranchant, resta negli occhi di tutti i tifosi rossoneri il pietoso spettacolo messo in scena da un Milan veramente alla frutta. I fuorigioco inesistenti fischiati a Bacca e il rigore negato a Bonaventura restano una macchia indelebile nella prova dell’arbitro Valeri, ma tutto questo non può giustificare un mortificante 1-1 casalingo contro il Verona ultimo in classifica, una squadra capace di conquistare finora appena 6 pareggi (e 9 sconfitte) in 15 partite. L’ARTE DEL DEPISTAGGIO

2) DE JONG - Solo per aver avuto la malaugurata idea di tirare fuori dalla naftalina Nigel De Jong, man of the match al contrario dello sconcertante pareggio contro il Verona, Mihajlovic dovrebbe chiedere scusa a tutto l’universo rossonero. Il ruvido centrocampista olandese, dopo una partita giocata a nascondino, sbagliando ogni possibile appoggio, lasciando sempre scoperta la sua zona di competenza e facendo rimpiangere perfino la coppia di boscaioli ghanesi Muntari-Essien, decide di ergersi a protagonista assoluto della gara andando a tirare giù Greco al centro dell’area, rimediando in un colpo solo il rigore contro e una sacrosanta espulsione. MA CHI CE L’HA MANDATO

3) MONTOLIVO – Con il compagno di reparto De Jong, riesce a confezionare una delle più oscene prestazioni da quando indossa la maglia rossonera. Non azzecca un passaggio che è uno, perfino quelli più semplici, e al momento della sostituzione viene accompagnato fuori dal campo da un’assordante bordata di fischi. E adesso con che faccia si presenterà al cospetto di Galliani a trattare il rinnovo di contratto (in scadenza 2016)? CAPITANO SCORAGGIATO