27 maggio 2017
Aggiornato 08:00
I top e i flop di Carpi-Milan 0-0

Milan, tutti i fantasmi di Mihajlovic

I sogni di gloria del Milan svaniscono miseramente in una fredda notte emiliana. Al cospetto di un Carpi solido e pugnace, i ragazzi di Mihajlovic mettono nuovamente a nudo tutti i limiti di gioco espressi finora. E intanto il tecnico serbo continua a parlare di atmosfera strana…

TOP

1) LE TRE «L» DEL CARPI – Lasagna, Lollo e Letizia. Si avete capito bene, il tanto celebrato squadrone rossonero, quello che sulla carta avrebbe dovuto competere ad armi pari con Juventus, Inter, Roma e Napoli per conquistare un posto nella prossima Champions League, letteralmente imbavagliato, ridicolizzato, annichilito da questo terzetto di onesti mestieranti del pallone, coadiuvati per altro da un supporting cast formato da tre ex rossoneri: Zaccardo, Borriello e Romagnoli. Inutile girarci attorno, questo pareggio resterà nella storia del Carpi, ma purtroppo - e per altri motivi - anche in quella ultracentenaria dell’ex club più titolato al mondo. ATTENTI A QUEI TRE

2) BORRIELLO – Tra le frasi storiche di George Best, uno dei talenti più puri del calcio mondiale, ce n’è una che ieri ci è tornata in mente ammirando la prestazione di Marco Borriello contro il suo Milan, la squadra in cui è cresciuto e in cui ha militato in be cinque momenti differenti: «Se non fossi stato così bello non avreste mai sentito parlare di Pelè». Con tutte le dovute proporzioni e guardando indietro alla carriera di Marco Borriello, popolata più da gossip e belle donne che da gol malgrado il suo indiscutibile talento, è un’immagine che deve essere passata per la mente di molti osservatori. GEORGE BEST DE NOANTRI

3) BONAVENTURA – Stavolta niente miracoli da parte del jolly rossonero. D’altronde non si può mica pretendere che tocchi sempre a lui l’ingrato compito di togliere le castagne dal fuoco al suo allenatore. Ormai l’unico schema che il Milan di Mihajlovic riesce ad offrire con una certa continuità e palla a Bonaventura e speriamo che succeda qualcosa. Ieri purtroppo per i rossoneri non è accaduto nulla. ABBANDONATO

FLOP 

1) MIHAJLOVIC – Sinisa il serbo continua a prendersela con l’atmosfera strana che si respira attorno al Milan, come se fosse colpa dell’atmosfera se i suoi ragazzi, al cospetto di fior di fuoriclasse come Gagliolo, Pasciuti e Cofie non riescono a fare tre passaggi uno dietro l’altro e si rendono pericolosi concretamente solo negli ultimi cinque minuti di gara. La verità è che questo Milan gioca male, ma davvero male, e le uniche volte che in questa stagione è riuscito a mostrare lustrini e paillettes è stato di fronte a squadre drammaticamente in confusione come Lazio e Sampdoria. Altro che zona Champions, di questo passo non si entra neppure in Europa League. PARANOICO

2) BACCA - Chiamate Chi l’ha visto. Il bomber cinico e spietato, il finalizzatore implacabile per il cui cartellino Adriano Galliani si è arrischiato a spendere la bellezza di 30 milioni, sembra esserti dissolto nell’oceano della confusione totale in cui regna l’armata brancalone rossonera. Non c’è da prendersela troppo con l’attaccante colombiano se non gli arriva lo straccio di un pallone giocabile in tutti i 90 minuti disputati contro il Carpi, ma purtroppo pare che Carlitos ormai, più che a calcio, preferisca giocare a nascondino. L’UOMO INVISIBILE

3) CERCI – Il quesito del giorno è uno: come si fa a contare su un calciatore che riesce ad offrire una prestazione dignitosa ogni 5 partite che gioca? Questo è il ruolino di marcia di Alessio Cerci, ormai diventato un titolare fisso nel Milan di Mihajlovic malgrado il suo apporto alla squadra continui ad essere caotico e disordinato. Colpisce inoltre la totale idiosincrasia dell’esterno di Valmontone con la porta avversaria: così come contro la Juve, quando solo a due metri da Buffon appoggiava un colpo di testa all’indietro anziché concludere a rete, anche a Carpi Alessio Cerci non si è smentito. Quasi che tirare in porta fosse per lui una sorta di delitto di lesa maestà da non commettere mai, pena la radiazione dall’album dei calciatori Panini. CONFUSO E INFELICE