29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
Coppa Italia- I top e i flop di Milan-Crotone 3-1 dts

Berlusconi e quel messaggio a Galliani

Catastrofe sfiorata solo grazie all’intromissione di Galliani che alla vigilia del match ha imposto al tecnico serbo la convocazione di Bonaventura e Montolivo. Malgrado le prestazioni indecenti dei vari Zapata, Honda, De Sciglio, Suso etc. etc. il Milan vince in extremis e approda al turno successivo di Coppa Italia. Ma Mihajlovic è di nuovo spalle al muro.

TOP

1) JURIC – Vedere gente come Martella, Di Giorgio, Budimir prendersi letteralmente gioco di esperti campioni (veri o presunti) tipo Mexes, Honda, Zapata, De Sciglio non fa che aumentare il senso di frustrazione ed impotenza di tutti i fans rossoneri che dopo la vittoria contro la Sampdoria speravano davvero nella svolta epocale. Onore al merito di Ivan Juric, tecnico croato giovane e preparato, cresciuto sotto la guida di quel maestro di calcio che risponde al nome di Giampiero Gasperini. Il suo Crotone, sorprendentemente secondo nella classifica di serie B, arriva a San Siro con qualche comprensibile timore reverenziale, ma una volta compresa la pochezza dell’avversario inizia a macinare gioco con una sfrontatezza ai limiti dell’arroganza. Si sussurra che alla fine dei tempi regolamentari sul telefonino di Galliani sia comparso un messaggio del patron Berlusconi: «Adriano, siamo sicuri di non aver preso lo slavo sbagliato?». ROVINAFAMIGLIE

2) I TIFOSI DELLA CURVA– Accomuniamo in questa nomination entrambe le tifoserie. Quella del Crotone, meritevole di aver attraversato l’Italia per seguire la squadra del cuore votata al martirio (?!?) contro una delle grandi della nostra serie A, aver colorato di rosso e blu lo sconfortante e desolante scenario di un San Siro semivuoto e di aver anche saputo reagire ad una immeritata sconfitta con sana ironia («Vincerete il tricolor», il coro dedicato al Milan a fine partita). Ma un applauso altrettanto grande meritano i tifosi della curva rossonera, bravi a reagire con classe ed eleganza all’ennesima prestazione oscena offerta dai rossoneri quest’anno, indifferenza e abbandono. Quella di svuotare completamente la curva Sud al termine dei minuti regolamentari finiti in pareggio è stata indubbiamente una scelta forte e coraggiosa, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro ai protagonisti: basta con questo scempio. EROICI

3) BONAVENTURA – Verrebbe quasi voglia di replicare in toto la nomination a lui dedicata dopo l’ottima prestazione contro la Sampdoria: «Il pregio fondamentale dell’ex atalantino è che lui c’è sempre. Che grandini o tiri vento, che nevichi o ci sia il sole, Jack è ormai la sicurezza di questo Milan. Da quando è arrivato a Milanello, la sua crescita tecnico-tattica è stata esponenziale. Capace di costruire gioco, regalare assist, finalizzare il lavoro dei compagni, Bonaventura è un calciatore completo, efficace, indispensabile per qualsiasi allenatore abbia la fortuna di allenarlo. Quando è in campo la sua presenza è preziosa, ma è soprattutto quando non c’è che si coglie appieno il suo spessore. WOLF, RISOLVO PROBLEMI». Contro il Crotone entra, segna e porta il Milan al prossimo turno. Se non ci fosse lui…REPETITA IUVANT

FLOP 

1) MIHAJLOVIC – A proposito di slavo sbagliato. D’altronde, dopo la sconcertante prestazione del Milan contro i calabresi non si può far finta di nulla. I rossoblu sono una squadra ben organizzata, solida, capace di ovviare anche al turnover con un’idea di gioco ben precisa; il Milan di Mihajlovic brancola nel buio e vive delle fiammate dei suoi protagonista, quando ci sono. E meno male che ci pensa Galliani a togliere le castagne dal fuoco al serbo costringendolo in extremis a convocare Bonaventura e Montolivo, rivelatisi decisivi per la qualificazione, altrimenti la catastrofe sarebbe servita e oggi il Milan avrebbe la necessità di cercare un nuovo allenatore. CHE TI DICE LA TESTA?

2) ZAPATA - Premessa: non ce ne vogliamo i fedeli sodali della difesa di Cristian Zapata, i vari Calabria, Mexes e soprattutto De Sciglio, interpreti di una gara che definire indecorosa può risultare un insulto al decoro, ma il caso del colombiano appare ormai un rebus. Diventa sempre più difficile, ad esempio, cercare di capire cosa passi nella sua testa: dovrebbe avere più di una ragione per essere imbestialito, visto che ormai ha di nuovo perso il posto in squadra, e per questo ci si aspetterebbe che giocasse con il massimo dell’attenzione e con il coltello tra i denti. E invece regala l’ennesima prestazione scandalosa, un distillato purissimo di distrazione, menefreghismo, sciatteria che lo proietta di diritto nella hit parade delle più vergognose oscenità viste a San Siro negli ultimi anni. IRRITANTE

3) HONDA – Ma siamo sicuri che Adriano Galliani abbia intenzione di propinarci ancora a lungo il samurai triste a San Siro? Per usare uno slang tanto di moda tra i giovani, verrebbe da rispondere: «ma anche no!». Ormai Keisuke Honda sembra la parodia deprimente di un ex calciatore, animato dalla vis pugnandi di trottolino amoroso e dalla voglia di vincere di un termosifone. La speranza è che Mihajlovic la finisca di buttarlo in campo perché ogni sua prestazione fa scappare un altro acquirente. E arrivati a questo punto sembra siano rimasti in lizza per accaparrarsi le sue sopraffine doti mancine solo il Campobasso e l’Omonia Aradippou di Cipro. LIBERATECENE