29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
Calcio - Serie A: I top e i flop

Milan-Sampdoria 4-1

Il Milan si rialza dopo la pesante battuta d’arresto subito contro la Juventus la scorsa settimana. Merito del tecnico Mihajlovic che ha disegnato per la sua squadra un abito nuovo di zecca (il 4-4-2) e dei suoi ragazzi, Niang, Bonaventura, Cerci, Romagnoli e Montolivo su tutti. A farne le spese una Sampdoria troppo brutta per essere vera. Per Montella si prevedono dure settimane di lavoro.

TOP

1) NIANG – Questo 28 novembre 2015 passerà alla storia come il giorno in cui è sorto il nuovo astro nascente del calcio rossonero, M’baye Niang. Il giovanissimo attaccante francese (non ancora ventunenne, ricordiamolo) ha ormai completato la sua metamorfosi trasformandosi definitivamente da baco in farfalla, ha giocato una partita straripante, condita da gol, assist, giocate eleganti, preziosismi mai banali, il compendio perfetto della punta moderna. Oggi, senza alcuna paura di sbilanciarci, siamo pronti ad indicare in Niang il nuovo perno dell’attacco rossonero per i prossimi anni ed è per questo che da Casa Milan è pronta a partire una cassa di champagne millesimato per Giampiero Gasperini. L’allenatore genoano, da vero maestro di calcio, ha colto subito in quel puledro bizzoso e capriccioso arrivato a Pegli in un pomeriggio piovoso di gennaio le stigmate inconfondibili del cavallo di razza, restituendo così al Milan un potenziale fuoriclasse. È NATA UNA STELLA

2) MIHAJLOVIC – L’indifferenza mostrata nei suoi confronti dal presidente Berlusconi alla vigilia di Milan-Sampdoria deve averlo indubbiamente ferito. Mihajlovic, così orgoglioso, ha abbozzato e in silenzio ha costruito la sua grande rivincita, scegliendo tra l’altro un giorno importante: quello della sfida contro la Sampdoria, sua ex squadra. Portando i suoi ragazzi alla vittoria grazie ad una prestazione straripante, dopo aver studiato la gara per tutta la settimana in ogni minimo dettaglio, l’allenatore milanista ha mandato un messaggio importante allo scontento Berlusconi e a tutto il campionato: il Milan c’è, è vivo, forse ha trovato finalmente la quadratura del cerchio e adesso inizia la vera caccia alle squadre che sono avanti in classifica. E come se non bastasse, ridicolizzando una Sampdoria apparsa ben poca cosa rispetto alla versione extralusso del Milan di sabato sera, Mihajlovic ha riaffermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la bontà del lavoro svolto a Genova. La rosa dei blucerchiati è più o meno quella dell’anno scorso, ma la squadra guidata prima da Zenga e ora da Montella sembra davvero molto lontana da quella spettacolare ed efficace allenata da Sinisa il serbo. REVANCHE

3) BONAVENTURA – Il pregio fondamentale dell’ex atalantino è che lui c’è sempre. Che grandini o tiri vento, che nevichi o ci sia il sole, Jack è ormai la sicurezza di questo Milan. Da quando è arrivato a Milanello, la sua crescita tecnico-tattica è stata esponenziale. Capace di costruire gioco, regalare assist, finalizzare il lavoro dei compagni, Bonaventura è un calciatore completo, efficace, indispensabile per qualsiasi allenatore abbia la fortuna di allenarlo. Quando è in campo la sua presenza è preziosa, ma è soprattutto quando non c’è che si coglie appieno il suo spessore. WOLF, RISOLVO PROBLEMI.

FLOP 

1) DE SILVESTRI – La scelta di far ricadere tutte le colpe del tracollo difensivo doriano su De Silvestri può sembrare ingenerosa. La banda del buco che si è presentata a San Siro è stata imbarazzante in blocco, compreso il portiere Viviano che pure qualche buon intervento l’ha fatto. Il terzino laziale però ha forse commesso gli errori più evidenti, marchiani, sfacciati, tipo quello da cui è nato il raddoppio rossonero: dormita su un affondo di Niang, presa di posizione di Bonaventura ai suoi danni ed evidente trattenuta con rigore annesso. E ci stava tutto anche il cartellino rosso. LETARGICO

2) BACCA - Che succede a Carlitos l’implacabile? Al cospetto di una delle difese più scombiccherate dell’intera serie A, Bacca è stata letteralmente impalpabile, l’unico a non festeggiare la vittoria e partecipare al baccanale del gol organizzato con cura dal compagno di reparto Niang. Il gol divorato nel finale, uno straccio bagnato scagliato verso un incredulo Viviano pochi secondi prima del rigore assegnato alla Sampdoria, è la rappresentazione perfetta del momento di confusione vissuto dal bomber colombiano. Soprattutto nella ripresa, a risultato acquisito, tutto il Milan ha giocato per lui, eppure alla fine perfino il subentrato Luiz Adriano timbra il cartellino, mentre Bacca guarda solo i compagni segnare ed esultare. ALLA RICERCA DEL BACCA PERDUTO

3) MONTELLA – Impensabile che questa possa essere la vera Sampdoria di Vincenzo Montella. Troppo poco il tempo avuto a disposizione a Bogliasco per riconoscere la sua mano nel lavoro della squadra. Di certo però l’ex allenatore viola sembra non aver capito che il materiale umano a disposizione, soprattutto in difesa e in mezzo al campo, è ben diverso da quello allenato a Firenze. Solo così si spiega una squadra messa in campo in maniera forse presuntuosa e poco accorta. Urge un immediato cambio di rotta e magari qualche soluzione tattica che garantisca al suo portiere una maggiore protezione, specie in trasferta. Altrimenti il rischio tracollo potrebbe diventare una pericolosa consuetudine. CHI ME L’HA FATTO FARE!