8 dicembre 2016
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Bello il Milan dei giovani: tanti pregi e un solo grosso difetto

I cali di tensione, gli approcci timorosi, i black out improvvisi, sono pressochè inevitabili in una squadra così giovane. Contro l’Empoli il Milan ha schierato una formazione baby (23,6 anni di media) come non accadeva dal lontano 1985.

La gioia dei calciatori del Milan al termine della partita vittoriosa ad Empoli (© Daniele Mascolo/Photoviews)

MILANO - Inutile negarlo, la vittoria rossonera che ha confermato il Milan al secondo posto in classifica a soli quattro punti dalla vetta juventina è stata estremamente preziosa, ma la squadra imbambolata vista nel primo tempo al Castellani di Empoli ha lasciato in più di un’occasione pensare al peggio. La prova coraggiosa dei toscani guidati dal trio Saponara/Maccarone/Marilungo in versione MSN (Messi, Suarez, Neymar) ha fatto letteralmente a pezzi la retroguardia rossonera, apparsa frastornata e intimidita di fronte all’offensiva empolese. E il risultato di 1-1 al termine dei primi 45 minuti di gioco è apparso quasi un regalo, magari un segno del destino.

Il cambio di passo

Per fortuna nella ripresa mister Montella è riuscito a far scattare la molla giusta e i giocatori del Milan hanno finalmente iniziato a digrignare i denti, lottare su ogni pallone e creare occasioni da gol a grappoli. Una squadra totalmente diversa rispetto a quella spaesata, pigra e imbarazzata vista nella prima frazione di gioco, capace di servire un bellissimo poker all’Empoli e dare una sensazione di strapotere tecnico esaltante. Peccato che ogni tanto questo patrimonio si disperda in inizi di partita incomprensibilmente timorosi. 

Età media baby

Facile trovare le motivazioni a questi improvvisi blackout del Milan. Basta analizzare i numeri: la formazione rossonera scesa in campo sabato sera contro l'Empoli al Castellani è stata la più giovane dal 1985 a oggi, 23,6 anni di media (battuto il precedente record di 23,9 vs Pescara). Un risultato sensazionale ottenuto grazie al coraggio di Vincenzo Montella che ha gettato nella mischia fin dal primo minuto il classe ’93 Gomez, il classe ’95 Pasalic e perfino Gianluca Lapadula (classe ’90) al posto del trentenne Bacca.

Controindicazioni

E qui arriviamo al vero problema di questo baby Milan: in una squadra così giovane i cali di tensione, gli approcci timorosi alle partite (quasi un marchio di fabbrica dei ragazzi di Montella), i black out improvvisi sono pressochè inevitabili. Ad Empoli ad esempio, tre dei giovani fenomeni rossoneri, Donnarumma, Locatelli e De Sciglio, sono incappati tutti insieme in una giornata storta. La fortuna del Milan è che sia capitato contro un avversario non certo insormontabile come l’Empoli, altrimenti sarebbero stati guai seri. Ma fa tutto parte del processo di crescita di questi ragazzi. Il giorno che Vincenzo Montella troverà la chiave giusta per «costringere» i suoi ragazzi a giocare con la convinzione adeguata per tutti i 90 minuti, la serie A troverà una nuova straordinaria protagonista e il sogno Champions per il Milan non sarà più una chimera irraggiungibile.