8 dicembre 2016
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Milan, tra il sogno di Berlusconi e la realtà di Montella

L’inizio di stagione entusiasmante dei rossoneri porta due firme, quella del presidente Berlusconi, artefice principale della squadra giovane e italiana, e del tecnico Montella, bravo a regalare coraggio e intraprendenza ai calciatori rossoneri e un gioco alla squadra. E adesso arriva la Juve per un inatteso scontro al vertice.

La gioia dei rossoneri dopo il primo gol segnato contro il Chievo (© Daniele Mascolo/Photoviews)

MILANO - Curioso che alla base della crescita esponenziale del Milan ci sia un’evidente contraddizione in termini: la squadra più giovane della serie A è sempre più matura, a dispetto dell’età dei suoi protagonisti. Dopo 8 giornate la squadra rossonera è al secondo posto in classifica e sabato sera a San Siro ospiterà il rullo compressore Juventus, non da agnello sacrificale come nelle ultime stagioni, ma per uno scontro al vertice come non si vedeva da ben sei anni. 

Difficile fare una graduatoria dei meriti tra via Aldo Rossi e Milanello. Chi più chi meno tutti hanno contribuito a questo exploit ancor più gradito perchè inatteso, ma oggi ci piace beatificare principalmente due figure: Silvio Berlusconi e Vincenzo Montella.

8 italiani titolari

Partiamo dal presidente, al suo canto dal cigno alla guida del Milan visto l’imminente arrivo in società della banda cinese guidata da Yonghong Li e il suo Sino-Europe Sports, consorzio di imprenditori, banche e assicurazioni provenienti dalla Cina. Il Milan che stiamo ammirando oggi è la sublimazione del sogno berlusconiano. Prendete il match vinto a Verona contro il Chievo, nel suggestivo confronto tra la squadra più vecchia del campionato (i clivensi) e quella più giovane (i rossoneri).  Otto rossoneri scesi in campo dal primo minuto sono giocatori eleggibili per la nazionale italiana (Donnarumma, Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio, Locatelli, Bonaventura, Lapadula), ma - aspetto forse ancor più importante - ben 4 di loro (Gigio, i due terzini e il baby regista che ha preso il posto di Montolivo) sono addirittura cresciuti nel vivaio del Milan. 

Ecco quindi prendere forma il sogno di Silvio Berlusconi: un Milan giovane, forte e italiano, in grado di lottare per le posizioni di vertice della classifica grazie anche al talento dei tanti campioncini costruiti in casa. Quella che fino a un paio d’anni fa sembrava poco più di una delirante visione, oggi è una meravigliosa ed incoraggiante realtà.

I meriti di Montella

Poi però ci sono anche gli aspetti tecnici, e da questo punto di vista i meriti vanno ascritti interamente a Vincenzo Montella, bravo innanzitutto ad isolare la squadra da tutte le chiacchiere - spesso moleste - che accompagnano ormai da mesi le trattative per il passaggio di proprietà del club; restituire una dignità professionale, persa grazie ad anni di umiliazioni e mortificazioni a raffica, a questi calciatori; offrire un gioco a quello che sembrava un manipolo scombiccherato di ragazzotti, oggi diventato finalmente un gruppo monolitico. 

La magia dell’equilibrio

Il Milan visto nelle ultime settimane è una squadra equilibrata e in questo si vede la mano dell’allenatore. Oggi i rossoneri esibiscono orgogliosamente una fase difensiva come non si vedeva da anni, ma soprattutto dimostrano di saper leggere le partite: aspettare gli avversari quando è il caso di farli sfogare e poi colpire al momento opportuno. Un po’ come è accaduto nelle ultime tre trasferte del Milan. Sia a Genova contro la Sampdoria, sia a Firenze che a Verona contro il Chievo, i ragazzi di Montella hanno seguito alla lettera le indicazioni del tecnico, lasciando il predominio del gioco agli avversari nella prima parte di gara, e poi ribaltare gli equilibri e vincere le partite. La ciambella non è riuscita con il buco solo a Firenze dove l’imprecisione degli attaccanti rossoneri ha impedito il colpaccio, ma la lettura del match è stata esemplare anche in quella circostanza.

I rischi del post-Juventus

Ora arriva la Juventus e quindi il difficile. Una grande prova contro i campioni d’Italia significherebbe accrescere l’autostima di questi giovanotti brillanti e consegnare al campionato un’agguerrita contendente per un posto in Europa, magari anche in Champions, senza però sforare nel delirio di onnipotenza (vedi l’Inter e le tre sconfitte consecutive maturate dopo aver battuto la Juventus). 

Un passo falso invece sarebbe più complicato da gestire perchè rappresenterebbe un passo indietro e il rischio di precipitare di nuovo nel buco nero dell’impotenza di fronte alle grandi. Vincenzo Montella, prima ancora che nella preparazione del match, dovrà essere bravo a gestire il dopo gara, ma la maturità mostrata dal tecnico di Pomigliano d’Arco in questa sua nuova esperienza al Milan rappresenta una discreta sicurezza per un prosieguo di stagione ricco di soddisfazioni per i tifosi rossoneri.