8 dicembre 2016
Aggiornato 01:00
Cessione Milan

La verità di Leonardo: «Maldini ha cercato di tutelare il Milan»

Emergono nuovi particolari sulle ragioni del rifiuto di Maldini alla proposta di Fassone e del nuovo Milan cinese. Secondo Leonardo alla base del no ci sarebbe l’evidente mancanza di chiarezza dei futuri proprietari del club.

MILANO - In quest’oceano di polemiche scatenate dal netto rifiuto opposto da Paolo Maldini alla proposta di Marco Fassone, futuro amministratore delegato del Milan cinese, serviva una presa di posizione forte che chiarisse una volta per tutte le reali motivazione che hanno portato il figlio di Cesare a dire no. Protagonista del sempre più apprezzato approfondimento della domenica sera «Sky Calcio Club», Leonardo ha impacchettato un’arringa a favore del vecchio amico degna del miglior avvocato: «Non c’erano le condizioni perchè Paolo accettasse. Ero con lui quando sono iniziati i primi contatti e allora non aveva alcun dubbio sull’opportunità di accettare. Quella del Milan era la proposta che aspettava da troppo tempo».

Domande senza risposta

E allora perchè alla fine ha detto no? «Sia chiaro, se arrivasse a me una proposta del genere, e mi fosse negata la possibilità di conoscere esattamente chi sono i proprietari e cosa intendono fare per il Milan, le mie richieste sarebbero molto simili alle sue. Maldini è perfettamente consapevole che se accettasse questo ruolo, agli occhi della gente diventerebbe lui il garante del progetto cinese. Nessuno se la prenderebbe mai con Fassone o Mirabelli, gli occhi sarebbero puntati sempre e solo su Paolo. Ecco perchè la sua richiesta di capire qualcosa in più dei futuri proprietari del club era più che legittima. Risposte che forse neppure Fassone è in grado di dare perchè secondo me anche lui ancora non sa tutto».

Qualcosa di viscerale

Insomma la decisione di Maldini potrebbe essere vista come un ulteriore atto d’amore nei confronti del Milan: «Intanto voglio ribadire che quella maglia rossonera per Paolo rappresenta non solo una seconda pelle, ma qualcosa di viscerale, qualcosa che hai dentro e che porterai con te per tutta la vita. Ecco perché sono convinto che, cercando di capire meglio, Paolo abbia provato a tutelare il club. Lui aveva bisogno di certezze, di serietà, di chiarezza dei ruoli, aveva voglia di libertà sportiva. Maldini rappresenta la storia del Milan e doveva essere usato e gestito in maniera diversa».