8 dicembre 2016
Aggiornato 01:00
Calcio

Milan: anche Braida e Leonardo dicono no a Fassone

Dopo Paolo Maldini, il prossimo amministratore delegato rossonero incassa altri due rifiuti da possibili papabili per la nuova società

MILANO - Il no di Paolo Maldini ha fatto parecchio rumore in tutto l'ambiente milanista ed ancora riecheggia fra tifosi e addetti ai lavori, ma non ha scoraggiato Marco Fassone, prossimo amministratore delegato rossonero, che ha continuato a scandagliare il panorama europeo per scovare il dirigente giusto da inserire nel nuovo Milan, un elemento che faccia da collante fra lui, il direttore sportivo Mirabelli e la squadra. A Maldini era stato offerto l'incarico di direttore dell'area tecnica, lo stesso ruolo ipotizzato anche per un altra ipotetica ex bandiera, leggi Massimo Ambrosini o Demetrio Albertini, ma Fassone ha iniziato a guardare più in alto e con uno sguardo al passato: dapprima ha fatto un colpo di telefono ad Ariedo Braida, storico dirigente del Milan berlusconiano e da tre anni al Barcellona, ricevendo però un educato ma chiarissimo "No grazie", quindi ha tentato il gran colpo con Leonardo che del Milan è stato calciatore, dirigente ed allenatore ma che nel 2010 si è lasciato malissimo sia con la vecchia società e sia coi tifosi, causa il suo passaggio all'Inter come tecnico ad inizio del 2011.

Oggi no, domani chissà

Visto ormai come un traditore, Leonardo è però un dirigente validissmo, oltre che persona con intelligenza sopra la media e, al di là dei dissidi con Berlusconi, al Milan è ancora legatissimo. Per ora il brasiliano ha detto di no, ma è stato un rifiuto meno convinto rispetto a quelli di Maldini e Braida, con la sensazione che, se Fassone dovesse insistere, la risposta dell'ex fantasista carioca potrebbe cambiare. Nonostante sia ormai visto col sangue agli occhi dai sostenitori milanisti, Leonardo sarebbe un colpo eccellente per comporre una dirigenza solida e di esperienza, pronta a rilanciare finalmente il Milan nel calcio che conta.