Cessione Milan

Bloomberg: «Prodotti documenti falsi». Le parti smentiscono

Continua la sarabanda di voci, insinuazioni e smentite sull’operazione che dovrebbe portare alla cessione dell’Ac Milan entro l’anno.

La famosa stretta di mano tra Berlusconi e due dei nuovi acquirenti cinesi (© )

La famosa stretta di mano tra Berlusconi e due dei nuovi acquirenti cinesi (© )

MILANO - Che fossimo solo all’inizio di un percorso quanto mai tortuoso, quello che dovrebbe - e questo punto il condizionale è più che mai d’obbligo - portare alla cessione dell’Ac Milan ad un consorzio di imprenditori cinesi entro la fine dell’anno, era già stato messo in preventivo. Ma così si rischia di andare oltre ogni più pessimistica previsione.

Da una parte c’è il fitto mistero che aleggia sulla composizione di questa imperscrutabile cordata asiatica, dall’altra le voci che arrivano con sempre maggiore frequenza sulle incongruenze che questa operazione rivela giorno dopo giorno.

I dubbi di Bloomberg

Ancora una volta è toccato alla prestigiosa testata Bloomberg avanzare dubbi sullo sviluppo della transazione. Stavolta si riferisce che il consorzio di Pechino avrebbe fornito un documento bancario falso alla holding di Silvio Berlusconi, con l'elenco di una serie di transazioni partite dal conto corrente di uno dei membri del consorzio e che, alle ore 16.14 del 25 aprile scorso, recitava circa 115 milioni di euro di saldo. 

La prima smentita è arrivata proprio dall'istituto di credito chiamato indirettamente in questione, il Bank ok Jiangsu Co., che ha negato di aver mai emesso questo documento, nonostante lo stesso appaia su carta intestata della banca. 

Le smentite

Smentite prontamente arrivate anche dalla Sino Europe, che già nei giorni scorsi aveva negato alcun tipo di problema nell’evolversi della trattativa per la cessione dell’Ac Milan, e da fonti vicine a Fininvest. Secondo l’azienda di via Paleocapa in questa trattativa durata così tanto di documentazione di quel tipo dalla cordata cinese ne è arrivata parecchia. E tutt’altro che rilevante ai fini dell'accordo, anche perché la solidità finanziaria degli acquirenti era stata verificata dagli advisor di Fininvest attraverso contatti con operatori finanziari sui mercati cinesi, con banche, istituzioni.

Tutto procede bene?

Sempre fonti vicine a Fininvest ribadiscono che tutte le parti stanno lavorando proficuamente per la chiusura definitiva dell'accordo nei termini previsti, entro la fine dell’anno, ma queste continue voci non fanno che creare ulteriore confusione su un’operazione che appare tutt’altro che trasparente.